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Agli inizi degli anni ’50 Petrignano conobbe la sua prima squadra di calcio. Già atleti nativi del posto si erano imposti nelle file di squadre di paesi vicini al nostro che partecipavano in categorie prestigiose come la IV serie. In una saletta in via croce, alcuni appassionati decisero di formare una squadra da provare in alcune amichevoli. Già da allora le rivalità tra i tifosi della Juventus, Milan e Inter erano accesissime, quindi quando si dovettero stabilire i colori sociali si scatenò un gran polverone: rossonero in onore al Milan fu la decisione. Il Presidente organizzatore era Ermanno Cicogna. L’avventura durò un paio d’anni poi tutto finì. Curioso l’epilogo di una amichevole che venne sospesa in quanto gli avversari del Petrignano rincorsero verso la fine dell’incontro il povero Luigi Travaglia che ad inizio partita si era offerto volontariamente di arbitrare la gara. Nel 1958 si riprovò l’avventura con la squadra Juniores. Accese battaglie caratterizzarono gli scontri tra Bastia, Angelana e Petrignano in quanto parecchi nostri compaesani vestivano le maglie avversarie. Lunghe code di biciclette accompagnavano sia i tifosi che i giocatori in trasferta. Era il tempo in cui chi voleva giocare doveva lavarsi la propria divisa e organizzarsi da solo per la trasferta. Risultati eclatanti non furono tantissimi, ma già intorno alla metà degli anni ’60 dopo un inizio di campionato non proprio esaltante, la squadra allenata da Bolletta Galliano inanellò una serie di risultati positivi che portò la squadra nelle parti alte della classifica a fine campionato. Era il preludio a quello che l’anno dopo, stagione 67/68 sarebbe accaduto. Mister Bolletta inventò il ritiro pre-campionato con sede al Castagneto. Bottiglie di succo di limone e zucchero, panini con porchetta o prosciutto erano la dieta dei giocatori e barzellette per alleviare un po’ la fatica accompagnavano la giornata lavorativa degli atleti. Allenamenti massacranti soprattutto sotto il periodo di Natale e Pasqua durante i quali i giocatori venivano ogni giorno convocati al campo sportivo a smaltire le mangiate delle feste. La rosa comprendeva Fatigoni, Moscetti, Cicogna, Siena, Cesaretti, Barbanera, Zampini, Bardani, Bolletta, Burgalossi, Bartolotti, Capezzali ed altri ancora, alcuni dei quali li rivedremo protagonisti in III categoria qualche anno più tardi. In quella stagione la squadra di mister Bolletta collezionò 34 partite utili e 1 sola sconfitta.

 

Il “padrone” del campionato fu per la prima volta il Petrignano. Grande felicità per lo staff del Presidente Rolando Cesaretti, il Dirigente Alessandro Cianetti e il massaggiatore Eugeni Elio “Farabulini”. All’Angelana, squadra più organizzata e favorita per la vittoria finale, sfuggì ancora una volta il trofeo. Mitici i due incontri di andata e ritorno proprio contro la squadra di S. Maria. Andata 1-0 con gol di Burgalossi (il Baffo) dopo un’invenzione Emilio Delle Fate detto Schnellinger che recuperò un pallone ormai perso e diretto verso il fondo servendo un assist d’oro al bomber “Baffo”. Da segnalare un vero e proprio record d’incasso: 28.000 lire che per il 1968 era una cifra enorme!. La partita di ritorno segnò la sconfitta del Petrignano sempre per 1 a 0 ma con un episodio curiosissimo a nostro sfavore. Siena partito in contropiede solo davanti al portiere si apprestava a segnare il gol del pareggio quando all’improvviso cedette l'elastico dei pantaloncini e la palla malamente calciata dal giocatore fini tra le braccia dell’incredulo portiere avversario. Le stagioni successive fecero registrare positive prestazioni da parte della squadra che dalla stagione 72/73 si iscrisse per la prima volta al campionato di III categoria. Lupattelli Irmo, fin’ora Presidente della squadra lasciò l’incarico ad un gruppo di giovani che fino metà degli anni 80 si alternarono alla Presidenza della squadra: Eugeni Enzo, Alfio Antoniacci (Nuvoletta), Lupetti Francesco, Cesaretti Mauro, Ascani Graziano, Meschini Giocondo, Cirimbilli, Fagotti Alberto, Mauro Morelli (il Moratti degli anni 80 e inventore dello sponsor sulla maglietta da gioco), Giancarlo Corazzi, Silvio Fabrizi, ecc… La prima stagione, con il Presidente Eugeni Enzo e con Franceschini allenatore, fu caratterizzata da una partenza ad handicap con addirittura 5 partite perse in altrettanti incontri. Si decise di intervenire sul mercato e alla rosa formata già da buoni giocatori del paese come Rossi Maurizio, Zampini Flavio, Lupetti Francesco, Mancini Mario, Velini Danilo, Cesaretti Mauro, Lupattelli Francesco si aggiunsero 3 giocatori del Cannara, 1 dell’Angelana e il ritorno di Cicogna Gino dall’Assisi che si segnalò per i suoi 32 gol messi a segno a fine stagione. La squadra si classificò seconda dietro il Nocera autentico dominatore del torneo. Furono anni in cui il Petrignano occupava sempre le primissime posizioni senza mai tentare, soprattutto per problemi economici, la scalata. Curioso l’episodio che vide protagonista l’allenatore Magrini ed il dirigente Fagotti. Dopo l’ennesima presa in giro del dirigente che chiamava Magrini Cimabue (fa una cosa e ne sbaglia due!) questi nel mezzo di un allenamento chiamò un taxi e scomparve per sempre da Petrignano senza dare nessuna spiegazione. Un fatto davvero incredibile avvenne nel 1975. Alla guida della squadra era il tecnico Libero Ferrari: la squadra era formata da giocatori veramente forti che rimasero in testa fino a cinque giornate dalla fine quando, la giovane dirigenza si trovò di fronte ad un bivio. O salire in seconda e affrontare spese molto onerose per la Società o perdere le ultime partite rimaste per non correre il “rischio” di salire di categoria. La decisione fu sofferta ma l’ipotesi di perdere le partite era la più accreditata. All’allenatore, contrario all’ipotesi di perdere volontariamente, gli furono messi fuori rosa i giocatori più rappresentativi e le sconfitte previste arrivarono. Nel 76 ritornò alla guida del Petrignano l’allenatore Bolletta dopo alcuni anni di riposo, sostituendo Raspa. Una serie di risultati positivi portò il Petrignano allo spareggio per salire in seconda categoria e, anche se sconfitto dal S. Secondo fu ripescato. Curioso ed impensabile per i nostri tempi ciò che avvenne in quell’anno. I giocatori che fin qui non avevano problemi per allenarsi, infatti si allenavano nel primo pomeriggio, iniziarono a lavorare e quindi nacque la necessità di allenarsi di sera. Ma un problema si presentò al tecnico Bolletta: come allenarsi di sera se mancano i riflettori? Quell’anno i giocatori effettuavano gli allenamenti e le partitelle nel campo illuminato dai fari delle proprie auto. L’anno dopo nel 1977 anche lo stadio di Petrignano ebbe l’impianto di illuminazione. La stagione 80/81 fu un sentore preciso di quello che sarebbe successo l’anno dopo. La squadra allenata da mister Cagnazzo era piena di Petrignanesi doc, come Velini Danilo, Cianetti Antonio, Rossi Maurizio, Moscetti Antonio, Sciarpetti Sergio, Antoniacci Antonello, Capezzali Giancarlo, Tortoioli Ulderico, Reitano, Felici Luca, Casagrande Mario e così via con alcuni giocatori determinanti di paesi vicini, concluse la stagione con buonissimi risultati che, confermati l’anno dopo permise al Petrignano di salire in I categoria. Per tre o quattro anni la squadra veleggiò sempre nelle parti alte della classifica in quanto la rosa formata era veramente di valore. Erano i tempi di giocatori rimasti nelle memorie degli sportivi di quegli anni. Basigli, Menghini, Concari, Degli Esposti, Zingarini più tardi Lombardi, Carfagna, alla guida della squadra si alternarono vari allenatori. Barbetta, Cornacchini, Serlupini, Crema. Tra questi sicuramente mister Serlupini fu un personaggio davvero particolare: la marcia dei bersaglieri faceva costantemente da sottofondo in tutto il periodo della preparazione. Non solo Mr Serlupini fu l’inventore del detto che oggi va molto di moda: “La palla deve tornare giù “molla”!”. Sicuramente avrebbe fatto impallidire i vari allenatori moderni estimatori del bel gioco, però la sua filosofia era che una volta in vantaggio la palla doveva restare molto in aria così non poteva essere giocata da nessuno. Ma la svolta avvenne dalla stagione 85/86 con il presidente Nasini Edoardo e con uno sponsor importante come la Binova. Fu chiamato Crivelli alla guida della squadra. L’esperienza dell’allenatore, ex giocatore di serie A con il Torino, la meticolosità della preparazione e degli allenamenti, la conoscenza approfondita di tutti i giocatori che circolavano sui vari campi di calcio dilettantistici (conosceva con quale piede calciavano i giocatori, qual’era la caratteristica di uno o dell’altro, ecc...) portarono nel giro di due anni, prima alla sconfitta ai calci di rigore allo stadio Curi contro il Ponte Felcino nello sfortunato spareggio per salire in Promozione e l’anno successivo alla salita in Promozione dopo un anno davvero dominato con la ciliegina sulla torta della vittoria in Coppa Umbra. Niente era lasciato al caso. Addirittura il Mister Crivelli lasciava un uomo di sua fiducia vicino alle panchine avversarie per carpire segreti e tattiche. Fu la massima serie toccata dalla società petrignanese. Alcuni giocatori delle giovanili approdarono al Perugia come Passeri, Aronni, e Nottoli, Ballarani venne convocato con la Nazionale dilettanti, ma quello che riuscì più di ogni altro ad imporsi fu senza dubbio il portiere Michele Tardioli. Poco considerato nei primi anni, infatti fece parecchia riserva soprattutto in tornei prestigiosi come il Renato Curi, riuscì a ritagliarsi spazi importanti in promozione che gli permisero di fare il salto nelle file della Tiberis prima, San Sepolcro poi fino ad arrivare all’Arezzo in serie C risultando il miglior portiere della serie per più di una stagione e la consacrazione in serie A nelle file del Perugia, in serie B con il Pescara e con il Cesena. In quel periodo si registrò però un calo dei giocatori di Petrignano. Bolletta Mauro, Lestini Emanuele, Cagliesi Sauro, Antoniacci Antonello, Massimo Pinchi erano i pochi petrignanesi inseriti nella legione straniera forse più competitiva. Per affrontare i campionati la dirigenza si buttò sul mercato ed arrivarono giocatori di grosso calibro. Alcuni già presenti l’anno prima con mr Crema altri arrivarono nuovi. Belillo, Zanolla, Morra, Vinti, i fratelli Silvestri, ecc... Giocatori sicuramente di altra categoria, con passato in serie superiori. Furono anni indimenticabili. Personaggio davvero unico fu il bomber Belillo autore di gol indimenticabili come il pareggio a Todi al 90’ che ci permise di andare al Curi per lo sfortunato spareggio e del pareggio sempre nel famigerato scontro con il Ponte Felcino. Atleta formidabile ma per colpa del suo carattere ribelle abbandonò giovanissimo qualche anno prima il Perugia in serie A. Genio e sregolatezza insieme. Aneddoti davvero unici contraddistinsero la sua carriera: la notizia diffusa dal giocatore il 15 di agosto in piena preparazione della morte della nonna materna indusse il presidente Nasini a presentarsi con una corona a casa del giocatore. La mamma e soprattutto la nonna viva e vegeta rimasero di stucco. Nella stagione 85/86 le sue insistenti richieste di partire per la settimana bianca furono sempre respinte dalla società finché alla fine trovarono un compromesso impossibile: Belillo voleva saltare la gara con la Subasio per scappare a sciare. La società lo avrebbe fatto partire al termine del primo tempo a condizione che il primo tempo stesso finisse 3 a 0. Belillo si presentò al campo con gli sci sul portabagagli e le valigie nella macchina. Al termine del primo tempo il bomber si precipitò in auto e partì. Il risultato era di 3 a zero con tripletta dello scatenato Belillo. La stagione 87/88, ultima stagione di promozione, in prima squadra oltre che Ballarani già presente l’anno prima, segnò l’esordio di alcuni giovani di Petrignano come Toppetti Paolo, Mancinelli Giancarlo, Balducci Leonardo, Chiappavento Giovanni, Cagliesi Federico. La politica societaria di acquistare giocatori da fuori prese piede anche nel settore giovanile con conseguente diminuzione di interesse da parte del pubblico. La squadra riuscì comunque a rimanere in prima categoria per diverse stagioni finché sembrò la fine di tutto con la repentina discesa in II e poi in III a metà degli anni 90. La II categoria fu riacciuffata con un ripescaggio. Nel 1998/99 l’allenatore Cagiola sfiorò la prima categoria perdendo gli spareggi; facevano parte della rosa Ballarani ed il bomber Agostinelli Simone (tornato alla base dopo eccezionali stagioni nei campionati dilettantistici inglesi e tedeschi). Nella stagione 1999/2000 la nuova dirigenza con Mauro Mosconi, Ascani Graziano, Carlo Bacoccoli impiantarono la squadra su giocatori giovani e quasi tutti del posto. Famiani Roberto, Capezzali Roberto, Rossi Emanuele, Marri Ivan, Capezzali Mirco, Ceccarelli Riccardo (ormai adottato a Petrignano di cui è diventato inamovibile capitano), l’allenatore Mencarelli Massimo ex allenatore della squadra juniores, insieme al suo secondo Ascani Simone (detto Guidolin) portarono questo gruppo di ragazzi fino alla promozione in I categoria. Nel 2002/2003 Velini Danilo ex giocatore degli anni gloriosi del Petrignano dopo esperienze come secondo in categorie maggiori coadiuvato da Sandro Ballarani, prendono per mano una squadra forgiata con giocatori di Petrignano e qualche inserimento di atleti “stranieri” di livello. Insieme ai ragazzi che conquistarono la I cat. con il Mr Mencarelli ritornano alla base giocatori come Cairoli Simone, Mattioli Thomas, Mosconi Gianni, ..... e l’esplosione del bomber Regnicoli Luca. La squadra conquistò il pubblico con prestazioni positive e i ragazzi di Velini non inseriti nelle pretendenti alla vittoria finale arrivano meritatamente allo spareggio per salire in promozione. Incredibile vittoria allo stadio di Valfabbrica contro una squadra indicata da tutti come favorita per l’ascesa nella serie superiore; nel ritorno del primo turno degli spareggi con un gol dello scatenato Regnicoli, che sarà acquistato a fine stagione dalla Tiberis in Eccellenza. La finale contro il Montone sembrava una formalità per la squadra dell’altotevere. I ragazzi di Velini furono sconfitti al termine di una partita tiratissima. Seppur privi di diversi elementi imposero a lunghi tratti il loro gioco ad una squadra più esperta e più ricca sia di giocatori importanti che di risorse economiche da investire nella squadra. La partita si conclude ai tempi supplementari con vittoria del Montone per 2 a 1 ma con recriminazione per la cattiva giornata dell’arbitro.

L’anno dopo 2003/2004 è stata senza dubbio una delle stagioni più belle. Forse perché ottenuta all’ultimo tuffo, forse perché veramente è stata la più affascinante. Un girone di ritorno davvero esaltante (12 vittorie e 3 pareggi) ha portato i ragazzi del Presidente Mosconi alla vittoria del campionato. Una vittoria che, come in poche altre circostanze, ha coinvolto quasi tutto il paese, sportivo e non. dal Presidente, al vice presidente Ascani, dagli esperti di mercato Rossi e Cicogna, allo staff tecnico con mister Velini e il suo vice Ballarani, dal grande massaggiatore Franco Draoli (Francone) a tutti i dirigenti ma soprattutto ha messo in luce un gruppo di ragazzi che con il loro impegno e attaccamento ai colori, hanno scritto una pagina davvero importante della gloriosa Associazione Sportiva Petrignano.

Il primo anno di Promozione passò un po’ in sordina con una semplice salvezza ma che comunque era servito da preparazione per la stagione successiva dove la dirigenza cercò di puntare allo storico traguardo dei play off. Una squadra costruita nei particolari con Trippetta e il bomber Gambacorta, su Ferrata e il portierone Ciacci e così via. Era la stagione 2005/2006 e la delusione per il mancato accesso ai play off iniziò a farsi sentire l’anno dopo con mr Bistoni che riuscì a salvarsi nelle ultime giornate e soprattutto nella stagione 2007/2008dove lla guida della squadra si alternarono Morosi, Esposito e Vossi ma che non riuscirono a salvare l’undici biancorosso. Nel 2008/2009 il DS Gambelunghe, richiamò alla guida della squadra Velini ma, un cattivo mercato e soprattutto prestazioni sottotono di alcuni giocatori importanti mandò nel dimenticatoio una stagione non proprio positiva.

La stagione 2009/2010 appena conclusa, ha riportato il Petrignano nell’elite del calcio e una squadra nata senza i favori dei pronostici centra la Promozione dopo una lunga e faticosa stagione. Grazie alla nuova dirigenza che ha portato aria nuova e nuovo entusiasmo, il nuovo DS Cerasa e il nuovo mr Rosignoli con un gruppo di giovani ragazzi (Santucci, Famiani Y., Mattioli, Pettinelli, Rossini, Becchetti, Teatro, Romoli, Persichini) guidati dal capitano Roberto Famiani e alcuni esperti giocatori come Rossi, Speziali, Battisti, Piselli, Tinivelli, Daiani, Busciantella, Canalicchio, ecc…, pur dominando i due scontri diretti con la capolista Subasio, è dovuto ricorrere all’appendice dei play off e ad ulteriori spareggi dominando però tutte le gare e assicurarsi la meritata promozione. La nuova stagione che è alle porte si presenterà con una squadra quasi totalmente cambiata, dall’allenatore che sarà mr. De Riu, ai giocatori. Fin’ora più di 10 atleti hanno cambiato casacca e altrettanti sono in procinto di vestire la gloriosa maglia biancorossa.

Da tutta la redazione di asdpetrignano.it un in bocca al lupo a tutti i ragazzi.

Abbiamo cercato raccontando la storia dell’A.S. Petrignano, di ricostruire gli avvenimenti, di ricordare i protagonisti, di rivivere i momenti che hanno contrassegnato le vittorie e le sconfitte cercando di fare una ricostruzione abbastanza precisa del passato più o meno recente. Certamente è stato un compito molto difficile rivivere tutti gli istanti della storia, in quanto, mancando delle prove scritte che rievocassero quei momenti, abbiamo dovuto raccontare i fatti ascoltando le testimonianze di chi era presente o avvalendosi di vecchie foto o ritagli di giornali ormai dimenticati in fondo a dei cassetti. Questo ha fatto si che molti petrignanesi che in qualche modo, o come giocatore o come dirigente, hanno contribuito ad ottenere quei risultati di prestigio che un piccolo paese come il nostro ha raggiunto nel “mondo del pallone” in questo mezzo secolo di storia, sono rimasti involontariamente fuori.

Tra tutti, sicuramente il Direttore Sportivo Enrico Gambelunghe “Pacchione”, che per anni si è mosso con bravura negli articolati meandri del calciomercato mettendo a segno dei colpi veramente sensazionali. È lui uno dei più grandi protagonisti di quelle leggende metropolitane tramandate nel tempo e nelle quali si narra delle sua abilità nell’acquistare giocatori che mai nessun tifoso avrebbe sperato di vedere a Petrignano (una curiosissima “leggenda”, non si sa quanto veritiera, vuole che un famosissimo giocatore proveniente da Roma era stato convinto ad accettare Petrignano per il suo campo in erba. Questo arrivato al campo sportivo e visto com’era il nostro campo accese l’auto e sparì). Purtroppo non si possono menzionare tutte le persone che in cinquant’anni hanno calcato il campo sportivo di Petrignano. Presidenti come Renato Ballarani o Direttori Sportivi come Orlando Nasini, giovani promesse del calcio come Giancarlo Bartolotti e così potremmo stare ore ed ore a scrivere altri nomi.

La dimenticanza, come bene potete immaginare, è stato sicuramente un fatto accidentale e comunque assolutamente non imputabile a coloro che sono apparsi nell’articolo come collaboratori della redazione che, ringraziandoli ancora una volta, hanno per lo più fornito foto e documentazioni che ci hanno aiutato a mettere in piedi questo piccolo pezzo di storia del paese.